« Ovunque il guardo giro immenso Dio ti vedo »

« Ovunque il guardo giro immenso Dio ti vedo,

nell’opre tue ti ammiro, ti riconosco in me. »

Metastasio

 

Nel nostro mondo ipertecnico ci rivolgiamo spesso alle opere dell’uomo e ci dimentichiamo di quelle di Dio. Pensiamo di capire tutto, riteniamo che ciò che ci circonda non abbia segreti per noi. La nostra scienza avvolge spesso l’opera di Dio in un lenzuolo di fitta nebbia che ce la nasconde e ci dà l’illusione che non esista più.

Poi un giorno, o per caso o per scelta, ci si ritrova in un luogo solitario, lontano dai rumori del mondo e dai luccichii dei suoi prodotti, immersi in una natura incontaminata, superba, avvolgente, piena di colori e di creature che cinguettano, trillano, garriscono, ed il nostro cuore si scioglie ad un esercizio da tempo dimenticato: ascoltare, contemplare.

Tutto ti scorre silenzioso davanti e tu figgi il tuo occhio all’orizzonte cercando di forarlo per vedere oltre; ma oltre non c’è altro diverso da quello che ti circonda: l’abbraccio del creato che, nel silenzio più profondo, ti parla, ti mormora, ti sussurra la magnificenza che Dio ha creato per te.

Così, immerso nel silenzio della natura, percepisci la vicinanza del tuo Creatore.

Tutto parla di Lui: le foglie appena schiuse dalle gemme con il loro verde pallido che sa di vita nuova; le macchie scure del bosco che hanno resistito ai rigori dell’inverno; l’occhieggiare qua e là dei bianchi ciliegi selvatici che tinteggiano di bianco questo mare di verde.

E poi c’è questa immensità del cielo che ti sovrasta, il suo azzurro profondo o screziato da lingue di un bianco tenue, questo silenzio cosmico che fra terra e cielo ti racchiude, ti sovrasta, ti avvolge, ti culla con la brezza della sera.

Così una voce sussurrata ti pervade, ti scende dentro e sembra dirti qualcosa. Cosa? Chissà! Dipende da te cosa ti dice, dipende dal fatto che tu la sappia ascoltare, dipende dal tuo silenzio se potrai percepire le sue parole. Davanti alla maestà di Dio l’unico atteggiamento da tenere è saper ascoltare.

Lui ti parla, Lui si serve della magnificenza del creato per attrarre la tua attenzione, ma Lui è già dentro di te e sta sussurrando le sue parole. Parla del suo amore per te, parla di ciò che ti circonda creato da Lui per te, parla della grandezza del mondo per farti capire la tua grandezza per la quale il mondo Egli ha creato. Ti sussurra che la vastità dei cieli, l’azzurro profondo dei mari, tutto questo sfavillare della terra che ti circonda sono ben poca cosa davanti al mistero della tua anima, di questo spirito vitale che ti tiene unito a Lui, di questo soffio primordiale da Lui immesso dentro di te; soffio come la brezza che ti accarezza i capelli e che ti ricorda che tu e Lui siete una cosa sola e ti suggerisce con insistenza che tu, creatura limitata, fai parte dell’Immensità senza confini e non avrai pace finché non sprofonderai definitivamente in Essa.

  Marino

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