21 DONNE

« Le donne e l’Assemblea costituente »

Le 21 donne alla Costituente, "La Domenica del Corriere", 4 agosto 1946, Biblioteca della Camera dei Deputati

di Giulia Pezzella

Il 2 giugno 1946 i cittadini italiani di entrambi i sessi, maggiori di 21 anni, vennero chiamati alle urne per eleggere i componenti dell’Assemblea costituente e per votare il referendum istituzionale che avrebbe stabilito se l’Italia sarebbe stata una nazione monarchica o repubblicana. L’importanza di quella chiamata elettorale appare evidente: era straordinaria per più di un motivo.
La fine della dittatura, dell’occupazione nazifascista e il ritorno alla libertà di scegliere democraticamente i rappresentanti veniva anche celebrato aprendo le porte a una parte della popolazione che fino ad allora (e non solo in Italia) era stata esclusa: le donne.
In generale fino alla fine del XIX secolo era largamente diffusa l’idea (e non solo tra gli uomini) che la componente femminile non potesse partecipare alla vita politica a causa della sua caratteristica ‘emotività’, generatrice – si riteneva – solo di turbamento nella gestione degli affari di stato. Con le discussioni sull’allargamento del suffragio iniziarono a farsi sentire le prime voci che ipotizzavano l’ingresso delle donne nel corpo elettorale ma furono comunque escluse dalla riforma del 1882 e da quella del 1912 (che introduceva in Italia il suffragio universale maschile). Quando poi i tempi sembravano essere maturi e il voto alle donne (con alcune restrizioni) una meta raggiunta, le note vicende politiche interruppero questo processo. Successivamente, nel 1925, Mussolini le incluse – ancora una volta con una serie di norme restrittive – nell’elettorato amministrativo ma l’anno dopo con l’abolizione degli organismi rappresentativi locali si chiuse ogni discussione sui diritti politici, per tutti.

…continua la lettura su http://www.treccani.it/scuola/tesine/assemblea_costituente/5.html

 

 

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