PRIGIONIERO N°46664 – CONDANNA: 9.000 DAYS

Come può un uomo dopo 9000 giorni di prigionia uscire e perdonare coloro che lo hanno condannato?

INVICTUS

 

Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.

 

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

 

Oltre questo luogo di collera e lacrime,
incombe solo l’orrore delle ombre
e ancora la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

 

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino.
Io sono il capitano dell’anima mia.

 

William Ernest Henley

 

Apartheid

L’apartheid (lingua afrikaans, letteralmente “separazione”) era la politica di segregazione razziale istituita nel dopoguerra dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimasta in vigore fino al 1993.

Fu applicato dal governo sudafricano anche alla Namibia, fino al 1990 amministrata dal Sudafrica. L’apartheid fu dichiarato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall’assemblea generale nel 1973 ed entrata in vigore nel 1976 (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid), e quindi successivamente inserito nella lista dei crimini contro l’umanità. Per estensione, il termine è oggi utilizzato per rimarcare qualunque forma di segregazione civile e politica a danno di minoranze, ad opera del governo di uno stato sovrano, sulla base di pregiudizi etnici.

Le principali leggi che costituivano il sistema erano:

– proibizione dei matrimoni interrazziali;

– legge secondo la quale avere rapporti sessuali con una persona di “razza” diversa diventava un fatto penalmente perseguibile;

– legge che imponeva ai cittadini di essere registrati in base alle loro caratteristiche razziali (Population Registration Act);

– legge che permetteva di bandire ogni opposizione che venisse etichettata dal governo come “comunista” (usata per mettere fuorilegge nel 1960 l’African National Congress (ANC), la più grande organizzazione politica che includeva i neri, di stampo socialista, ma non comunista);

– legge che proibiva alle persone di colore di entrare in alcune aree urbane;

– legge che proibiva a persone di colore diverso di utilizzare le stesse strutture pubbliche (fontane, sale d’attesa, marciapiedi, etc.);

– legge che prevedeva una serie di provvedimenti tutti tesi a rendere più difficile per i neri l’accesso all’istruzione;

– legge che sanciva la discriminazione razziale in ambito lavorativo;

– legge che istituiva i bantustan, ghetti per la popolazione nera, nominalmente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano;

– legge che privava della cittadinanza sudafricana e dei diritti a essa connessi gli abitanti dei bantustan.

– legge che costringeva la popolazione nera a poter frequentare i quartieri della gente “bianca” solo con degli speciali passaporti

Nel 1956 la politica di apartheid fu estesa a tutti i cittadini di colore, compresi gli asiatici. Negli anni ’60, 3,5 milioni di neri, chiamati bantu, furono sfrattati con la forza dalle loro case e deportati nelle “homeland del sud”. I neri furono privati di ogni diritto politico e civile. Potevano frequentare solo l’istituzione di scuole agricole e commerciali speciali. I negozi dovevano servire tutti i clienti bianchi prima dei neri. Dovevano avere speciali passaporti interni per muoversi nelle zone bianche, pena l’arresto.

Fonte Wikipedia

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