Al tempo del “Covid-19”

Ci ritroviamo tutti chiusi nelle nostre case nel silenzio delle nostre città. Tutto tace. Poche auto per le strade vuote. Negozi oscurati, centri di ritrovo deserti, cieli azzurri. L’influenza ci ha confinato nelle nostre stanze dove tutta la famiglia è presente. E questa è la nota positiva dell’apprensione che ci circonda. Piano piano ci stiamo riappropriando di tante cose che la vita normale di ogni giorno ci aveva sottratto.

Ci è stato restituito il tempo per pensare. Pensare a quanto piccola cosa siamo se bastano pochi bacilli espulsi in Cina a mettere in grossa difficoltà tutto il nostro mondo supertecnologico. L’uomo che nessuno sembrava poter fermare nella sua corsa verso il tutto, si ferma davanti ad un bacillo che lo ricaccia verso il niente. L’uomo torna ad accorgersi dei suoi limiti, della sua fragilità, della sua impotenza. Oh sì, vincerà anche questa battaglia, anche se pagata con la vita di molti, ma domani un’altra insidia si ripaleserà e torneremo a combattere una nuova guerra.Al tempo del “corona virus”

Questa pandemia, comunque, ci mette a disposizione tanto tempo da utilizzare in tanti modi. Ci dà la possibilità di ritornare ad una vita meno frenetica in famiglia; di riallacciare dialoghi interrotti da tempo per le normali necessità della vita. Ci dà la possibilità di riapprezzare la vicinanza dell’altro, di esprimere un affetto tralasciato, di darci un bacio che non abbiamo dato; di ricompattare la famiglia e di riscoprire quanto è bello vivere insieme.

Riallacciamo i nostri legami che il nostro normale vivere spesso tende a sfilacciare. Prendiamo parte attiva alla vita familiare di ogni suo membro. I genitori approfittino del momento per conoscere meglio i propri figli, per riscoprire tra di loro i desideri ed i progetti che li hanno portati ad unire le proprie vite.

I “cattivi tempi che corrono” possono diventare positivi per altre cose. C’è l’opportunità di riprendere in mano un buon libro da tanto tempo dimenticato, di riappropriarsi del gusto del leggere, del riflettere, del meditare sulla nostra esistenza. Si ripresenta il tempo per riprendere una preghiera interrotta da troppo tempo. Di riscoprire la presenza di Dio troppe volte data per scontata. Di riprendere il colloquio a cui Lui per primo è disponibile.

Parliamo con il nostro Dio noi che crediamo in un Dio padre, fratello, compagno di viaggio. Un Dio che cammina accanto a noi nelle nostre vicende di ogni giorno. In quelle tristi, come in quelle gioiose. Affidiamoci a Lui nelle tristi, invitiamolo a gioire con noi nelle gioiose. A Lui possiamo aprire le porte della nostra vita quando le ordinanze ed il triste morbo obbligano a tenerle chiuse per gli altri.

Marino

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