« Alla fiera del west con tre soldi… »

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Quando ero ragazzo una volta al mese a Pienza si faceva la fiera. La via principale della cittadina si popolava di tendoni di ogni colore, camion che esponevano le  merci più disparate e tutto si animava di un insolito vociare con le parlate delle valli circostanti, val d’Orcia, val di Chiana e con qualche fioritura dei linguaggi dell’Amiata.

Io, affascinato da tutto questo, mi piazzavo con i miei calzoni corti, estate o inverno che fosse, davanti ad un camion pieno di stoviglie di porcellana sul quale un bravissimo commerciante urlava la bontà della sua merce e srotolava sulle sue braccia centinaia di stoviglie, aggiungendo di volta in volta, sempre allo stesso prezzo, altri oggetti atti a completare il servizio originale. In questo sferragliare di piatti, ad ogni aggiunta senza variazione di prezzo, io sgranavo per la meraviglia i miei occhioni verdi tendenti all’azzurro: ma come faceva a regalare tanta roba!?

Da qualche giorno, osservando su giornali e Tv i nostri politici ed ascoltando le loro promesse elettorali, sto rivivendo le stesse sensazioni provate in quelle fiere. Fanno a chi offre di più; se uno offre dieci, l’altro offre venti e c’è sempre chi a questi venti aggiunge ancora altre dieci. Ed allora mi viene spontaneo sgranare gli occhi come quando ero bambino e domandarmi: ”Ma come fanno; dove vanno a prendere tutti questi soldi, visto che le entrate saranno sempre meno sufficienti grazie alle loro promesse?”

Il merciaio che mi faceva frullare i piatti davanti agli occhi non era uno stupido, egli sapeva che nel prezzo proposto in origine rientrava largamente tutta la merce che offriva; ma questi che non lasciano passare giorno senza accusare il governo che le casse dello Stato sono vuote, dove pensano di trovare tutto ciò che promettono?

Mi dirai: “Ma sono solo promesse!” Ecco, allora sono disonesti, perché ci sarà chi le crederà realtà.

C’è un’acrimonia incredibile in questa campagna elettorale ed una grande mancanza di rispetto nei confronti degli elettori trattati come tanti deficienti. C’è un esercito di incompetenti che si atteggia ad ottimi amministratori di lungo corso, ed un esercito di specialisti che sanno amministrare il patrimonio altrui solo per i propri interessi.

C’è poi un esercito di elettori che non sa proprio se partecipare a questa “fiera del west” andando a votare, o capire se fra tanti ce n’è uno al quale interessi veramente il bene dello Stato e dei suoi cittadini. Sembra che la politica abbia finito di essere un grande e meritevole servizio civile, di montiniana memoria, e sia diventata una vera e propria fiera dove ognuno vende ciò che non è suo per un profitto esclusivamente personale o di parte.

Ora io mi domando: “Dobbiamo andare a votare?”

Io dico di sì, perché ciò mi fa sentire cittadino di questo paese e perché mi dà la possibilità di dire a questi millantatori che non tutti noi che ascoltiamo siamo dei deficienti.

Ma nessuno si deve illudere che “con tre soldi” si possa comprare il mondo!

 

Marino

 

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