ANCHE LE PIETRE INVECCHIANO E NON SOLO…

Difatti oltre la statua della Madonna degli scout anche il tripode in ferro che dal 1961 la sorregge sulla cima del monte Amiata ha bisogno di un bel restauro, per il quale la comunità Grosseto 1 ha avviato da mesi le pratiche necessarie. 

Il progetto, previo parere favorevole della competente Soprintendenza alle belle arti, ha ottenuto le autorizzazioni paesaggistiche, è stata presentata la SCIA e sì potrebbe quindi procedere a breve all’affidamento dei lavori…si potrebbe anche subito se fosse stata assicurata la relativa copertura finanziaria!

Intendiamoci: ci siamo quasi, grazie alle offerte depositate nella cassetta posta alla base del monumento da innumerevoli ed anonimi pellegrini e che, opportunamente amministrate, hanno permesso in questi anni frequenti operazioni di manutenzione ordinaria, ma le somme accantonate non bastano e d’altro canto sarebbe veramente triste non poter completare il restauro entro l’ormai prossima estate.

Non resta allora che affidarsi alla Provvidenza e (aiutati che Dio t’aiuta) appellarsi agli uomini ed alle donne di buona volontà, che potranno versare il loro contributo sul conto corrente dedicato, intestato a MASCI Grosseto 1, acceso presso il: Banco BPM utilizzando le coordinate bancarie IT 97O 0503414300000000002093.

E non invecchiano solo le pietre ed i tripodi, ma anche i promotori delle marce di pellegrinaggio delle quali spesso erano anche protagonisti (la prima nel 1991 per celebrare il trentennale della posa in opera del monumento), con partenza dalla chiesa di S. Francesco in Grosseto il giovedì antecedente la prima domenica di luglio, data di arrivo in vetta all’Amiata. Sembra però che un loro restauro completo sia impossibile e si dovranno perciò rassegnare ad occuparsi solo della logistica!

Quest’anno il pellegrinaggio si svolgerà dal quattro al sette luglio (contattare grosseto@masci.it per ogni ulteriore informazione) e parteciparvi significa scongiurare il pericolo che la ventisettesima edizione sia stata l’ultima; non è poco!

E nemmeno è poca cosa scoprire di essere ancora capaci di regalarsi un tal tipo d’esperienza (“Finalmente la route! Ho bisogno dello zaino…qualche volta…ho bisogno di piantare la tenda tutte le sere…”), così padre Giorgio Basadonna), della quale ringraziare la Vergine al termine dei sessantacinque chilometri percorsi, pedibus calcantibus. in quattro tappe.

La prima (Grosseto-Baccinello) di venticinque chilometri, la seconda di venti, la terza di diciassette e la quarta (dal Prato delle Macinaie  alla vetta dell ‘Amiata) di due chilometri e mezzo.

Il pernottamento è in tenda, della quale i partecipanti dovranno munirsi,ma che sarà trasportata dal Servizio assieme al grosso dell’equipaggiamento individuale (quello occorrente per una route e  non dimenticate un paio di sandali, perché il primo giorno è previsto un guado), quindi sarà possibile marciare con uno zaino leggero,o un tascapane, con dentro il minimo indispensabile

La quota continua ad essere di euro ottanta per gli ultra ventunenni, di sessanta per i più giovani.

Beppe Tilli Grosseto

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