Canto del Maggio come attività di comunità.

Ringrazio Beppe, che mi ha ricordato con il suo articolo quei bellissimi anni passati in armonia di gruppo e in piena allegria, anni nei quali si partiva in tanti da Grosseto, chiesa di S. Francesco, per marciare verso il monte Amiata ed arrivare sotto il monumento dedicato alla Madonna degli scout, in devoto pellegrinaggio per la prima Domenica di Luglio data della festa.

Sono Franco Vanelli, per una vita aggregatore e maestro, “si fa per dire” della squadra di maggiolini della Cantoniera di Grosseto, che come carta di comunità, impegnata nel diffondere la nostra cultura popolare, cosi invio due ottave rime scritte da me e cantate a cappella.

Una è di ingresso prima del canto e l’altra è di ringraziamento, alla fine, quando il padrone di casa aveva elargito la classica questua.

Ottava di ingresso:
“La ginestra nel campo va a fiorire
La natura si risveglia da un incanto
Le rondini nel ciel stanno a garrire
È tornata la prima vera dopo tanto.
Questa è la festa dell’avvenire
La portiamo a voi col nostro canto
Siamo venuti con armonia sincera
Questa è la squadro della Cantoniera.”

Ottava di ringraziamento:
“Da questo luogo noi si fa partenza
Ancora tanta strada abbiam da fare
Vi salutiamo con grande riverenza
Promettendo quest’altr’anno di tornare
Il corbellaio è di grande intraprendenza
Un omaggio certo a lui bisogna fare
Vi ringraziamo di quello che avete dato
Augurando a voi ogni bene sospirato.”

Credo che non bisognerebbe mai cessare di proporre le tradizioni della terra nella quale viviamo.

Buona strada a tutti
Franco da Grosseto

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