«Chi l’ha vista?»

«Chi l’ha vista?»

Storia (che vuole essere anche un invito) di una lapide forse dimenticata

Nel 1982, a Roma, la XV A.N. decise la consacrazione del Movimento a Maria e volle solennizzare l’evento collocando la lapide che vedete nei pressi del monumento alla Vergine eretto nel 1961 in vetta al monte Amiata ad iniziativa delle guide e degli esploratori cattolici allora operanti nella provincia di Grosseto sotto le insegne dell’AGI e dell’ASCI, i cui emblemi sono scolpiti sui bordi anteriori del manto della statua e ripetuti, assieme a quello dell’Ordine dei Frati Minori (lo scautismo venne portato in Maremma nel 1949 da padre francescano Ugolino Vagnuzzi, che tanto poi si adoperò per la riuscita dell’impresa), dal quale si dipartono i tre archi che simboleggiano i tre punti della Promessa. È forse il più importante monumento (qualcuno si è spinto a definirlo una cattedrale a cielo aperto!) alla “Madonna degli Scouts”, appellativo che di per sé costituisce un’invocazione a colei che da sempre le guide e gli esploratori cattolici hanno eletto a loro patrona.

Ma è tempo di tornare alla nostra lapide, della quale a tutt’oggi non conosciamo da chi e come (con una cerimonia ufficiale o in maniera semiclandestina!) venne collocata e saremmo veramente grati a chi volesse colmare queste nostre lacune.

Nel 1982, infatti, non c’erano Comunità MASCI in provincia; la nostra fu la prima (oggi Grosseto ne conta due); sorse nel 1990, frutto di precedenti incontri, proprio sull’Amiata, con Loris Morini, Roberto Caioli ed Enrico Dalmastri in occasione della festa della Madonna degli Scouts (istituita dal compianto monsignor Paolo Galeazzi, storico vescovo della diocesi maremmana) che si tiene ogni prima domenica di luglio.

Fortunatamente però nella neonata Comunità c’erano (e ci sono ancora) alcuni vecchi scaut che decenni prima avevano contribuito alla realizzazione del monumento, due dei quali nel 1991, quasi alla vigilia del trentennale della sua posa in opera, ebbero l’idea di come celebrare “in stile” un tal anniversario: partendo dalla chiesa di san Francesco in Grosseto, raggiungere pedibus calcantibus (e zaino in spalla), la vetta dell’Amiata (distante 67 km) , ove in effetti giunsero la prima domenica di luglio di quell’anno, nella mattinata del quarto giorno di cammino.

Fu la prima delle annuali marce di pellegrinaggio. Finora sono state venticinque e la ventiseiesima partirà, a Dio piacendo, giovedì 30 giugno, naturalmente dal convento di san Francesco in Grosseto.

Ma…tempus celerrime fugit…et senectus ipsa est morbus…sicché la nostra speranza è che anche questa volta possa parteciparvi qualche AS, magari di altre regioni. Se ben ricordo l’ultima pellegrina non toscana a coprire l’intero percorso fu, nel 2014, Pierina della comunità “Il sentiero” di Sarmeola (PD).

Nessuno vieta però di partecipare anche ad una sola tappa (questa l’esperienza, partecipata su queste pagine, compiuta l’anno scorso dalla nostra presidente Sonia) per poi magari ritrovarsi insieme la domenica e partecipare alla S.Messa, officiata dal nostro vescovo Rodolfo.

Per ogni genere di informazioni (quota, modalità di iscrizione, consigli) rivolgetevi agli AS Franco Vanelli (338 21 39 098) e Tiziano Minucci (0564 23122), anche per email (grosseto@masci.it) od utilizzando il sito www.cag.it/masci.htm .

Per incoraggiare i dubbiosi, aggiungo che il pernottamento è in tenda, ma che al trasporto delle tende e del bagaglio grosso ci pensa la pattuglia di servizio, che provvede anche ai pasti.

Dunque, arrivederci a presto e buona strada!

Beppe Tilli

Comunità Grosseto

foto gruppo sotto statua

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