Covid 19, il Grande Fratello

Mi osserva guardingo e maligno mentre, su suo comando, proseguo diligentemente in fila a distanza di sicurezza l’uno dall’altro e attendo il mio sfiancante turno di entrata al supermercato. Nello stesso supermercato mi ha comandato di entrare solo quando esce un altro cliente. Ha messo vigili all’entrata che controllano che sia tutto in regola con mascherina e guanti.

         Sì, proprio con la mascherina, perché non vuole che la gente sorrida più: la gente deve mantenersi opportunamente a distanza e guardarsi sospettosa. I sentimenti ci sono impediti perché lui controlla attentamente che la familiarità di un tempo con parenti, amici o conoscenti sia giunta alla fine e i baci e abbracci di allora – e perfino le strette di mano – siano un gioioso, vago ricordo del passato.

         Sì, proprio con i guanti perché proibisce che le strette di mano rivelino il calore affettuoso scambiato con le persone suddette, non vuole più lo scambio visibile e sensibile di sentimenti. Ci restano infatti solo gli sguardi che in questi momenti rivelano solo tanti interrogativi stupiti e sgomenti. Non vuole nemmeno che la gente esca di casa, che vada al lavoro o i ragazzi a scuola, altrimenti, con probabilità, ci condannerà a quella triste sorte, come ha già fatto, e purtroppo continua a fare, in tante parti d’Italia, specialmente al nord, dove fiumi di lacrime stanno ancora scorrendo.

         E’ questo che ci meritiamo? Che tutto il mondo si merita? Perché siamo stati cattivi, egoisti e menefreghisti? Ma lui chi è? Lui non è Dio, non può castigarci così! Dio perdona sempre e non si stanca mai di farlo.

Credo però che la nostra resistenza passiva e silenziosa sia come la goccia che a furia di cadere lentamente sulla roccia riesce infine a sfaldarla, sconfiggendo così questo infame Grande Fratello.

        Allora, finalmente guariti da questa ossessione, mi auguro davvero che qualcosa cambierà per sempre e che getteremo al vento i guanti e le mascherine. Tanti dovranno davvero gettare giù la maschera di opportunisti e gaudenti, così torneremo tutti ad abbracciarci, a sorridere e a stringerci le mani, con un fine comune perché – come ha detto papa Francesco nell’omelia di oggi –senza una visione d’insieme non ci sarà futuro per nessuno.

Saremo così in grado di rinnovare la nostra fede in Dio e nel futuro e di cambiare in meglio il mondo – anche poco, poco – come anche lo scautismo ci insegna a fare da sempre.

19 aprile 2020

Anna da Prato

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