IL MONDO SI DIVIDE FRA VINCENTI E PERDENTI?

IL MONDO SI DIVIDE FRA VINCENTI E PERDENTI?

«Uno dei problemi che noi operatori dello sport abbiamo e che peggiora sempre di più è che molti bambini arrivano a giocare e devono accettare certe situazioni: per esempio che giocano meno o che giocano peggio, mentre la mamma gli ha sempre detto che erano i più belli, che erano i migliori.

Ci sono genitori che chiamano campione il figlio, ma perché campione se non ha mai giocato a niente, non ha mai vinto niente, che valore ha? Il bambino arriva e scopre che la mamma non aveva ragione perché non è il migliore e ce n’è un altro che merita più di lui.

Accettare i propri limiti non significa dire “non valgo”, ma “io valgo comunque” e se non gioco bene a questo sport giocherò meglio ad un altro e se non giocherò a nessuna cosa vuol dire che avrò bisogno solo di divertirmi e che farò qualcosa d’importante in un altro campo o forse farò l’arbitro o il tifoso”.

Invece molte volte la mentalità è che o vinco o sono una porcheria: questi sono concetti che dobbiamo combattere, pur continuando a sforzarci per vincere.»

Julio Velasco

Fonte: www.gliscritti.it

 

 

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