Il nostro Campo Regionale a Sereto.

Eravamo oltre cinquanta provenienti da otto Comunità della Toscana. Quasi tutte le comunità assenti lo erano per sopravvenute difficoltà e con grande rincrescimento.

E’ stato bello ritrovarci tutti insieme in un ambiente meraviglioso, dai larghi spazi, dai cieli azzurri e stellati, immersi in una natura cotta dal sole e lontana dall’umano consorzio.

Canti scout, scenette, allegria, tavoli imbanditi, si sono succeduti movimentando ed allietando il nostro campo. Siamo tornati nelle atmosfere della nostra giovinezza con la maturità di persone che hanno vissuto ed agito nel mondo per una buona parte della loro esistenza.

Il tema del campo era “Estote parati”, siate pronti. Pronti a scorgere i segni dei tempi che scorrono e cambiano; pronti a coglierne il significato ed a cercare di comprenderli, prima di criticarli; pronti a “mutare con essi”, come dicevano i Latini, per non restare fuori dal corso della storia: spaesati, fuori di una società che vive la sua vita e della quale non devi essere solo spettatore, ma attore, perché anche tu hai qualcosa da dire, avvalendoti della tua esperienza, per indirizzare questo fiume in corsa nell’alveo giusto del progresso e della giustizia. Non esiste età in cui ci si possa fare da parte: il mondo ha bisogno di te come del bambino che sta nascendo. Tutti coloro che sono a bordo di questa barca devono collaborare per renderla salda, sicura per tutti, secondo le proprie possibilità.

Il trovarci insieme rafforza la nostra amicizia, il nostro riconoscersi in un ideale comune; non ci fa sentire soli nelle nostre aspirazioni; sollecita una riflessione comune su quelli che sono i misteri e gli avvenimenti della vita; ci fa discutere, anche accanitamente, su visioni talvolta diverse del mondo, ma tutto in uno spirito di collaborazione, di desiderio di migliorare le cose, di attuare il piano di Dio sul mondo e su noi stessi.

Vivere lontano da questi incontri è come per il tralcio voler rimanere distaccato dalla vite: non gli arriva più linfa e quello che lo aspetta è solo un progressivo deperire fino a rinsecchirsi su se stesso e a non avere più nulla da dare.

E’ bello stare insieme; ed a chi si ostina a non volerlo fare, io dico, come un tempo gli Apostoli: “ Venite e vedrete.”

Marino

 

 

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