PISA

Comunità di PISA

Riferimenti

Sede: Parrocchia S. Lucia – Via Livornese, La Vettola – Pisa.

email: pisa@masci.it

 

LA COMUNITA’  “R. SARDO”

La Comunità “R. Sardo” di Pisa nasce ufficialmente il 6/12/1997 presso la vecchia sede dell’ANMIC  in via Vespucci.

Viene eletto al ruolo di Magister Luigi Valentini, mentre l’incarico di Assistente Ecclesiastico viene assolto da don Luca Volpi;  il primo magistero è composto da Romano Battaglia, Ruffo Cecchetti, Silvio Olcese, Roberto Peroni e Cesare Temporin.

In realtà un primo germe di idea aveva visto la luce alcuni mesi in precedenza quando, in un tiepido pomeriggio di maggio, allo stabilimento balneare dell’Aeronautica Militare di Tirrenia, Giancarlo Pecene, Ranieri Sardo, Luciana Maloni ed io ragionavamo sulle possibilità di organizzare un gruppo di “vecchi scout” che potesse essere di supporto alle Associazioni giovanili.

Ranieri si disse disponibile a Contattare Luigi Valentini che, in qualità di ex Commissario regionale ASCI  (il primo dopo la “Jungla silente”)  aveva contatti che né Giancarlo né Ranieri  (storici Capi Gruppo)  né tantomeno Luciana ed io  (giovani Capi unità)  ci sognavamo di avere.

La scomparsa prematura di Ranieri due mesi dopo  (doveva raggiungermi al Campo estivo per gestire la cambusa)  non fermò un meccanismo che lui stesso aveva contribuito a mettere in moto.

Ad ottobre, sotto la presidenza congiunta del Valentini e mia si organizzò una prima assemblea, cui parteciparono molti ex scout  (…che brutto quell’ “ex”: Semel scout, semper…),  per pubblicizzare l’idea di una Comunità MASCI:  vi furono diverse adesioni, quindi quella data fatidica, il 6 dicembre.

I primi anni furono caratterizzati da attività di volontariato  (Angiolo Bacci ed Elena Pacifici erano impegnati in  prima persona nel recupero dei detenuti del carcere “Don Bosco”, Luciana, Silvio Olcese ed io eravamo direttamente impegnati nel servizio coi ragazzi, Ruffo era impegnato a tempo pieno al Centro invalidi…)  non disgiunte da vere e proprie attività all’aria aperta.

…Ricordo un’uscita alle Mandrie  (Vico pisano)  che culminò in una partita di polo, comprensiva di “lancio”, costruzione delle “mazze” e gioco con una rivincita in cui gli “acciacchetti” lasciarono il posto ad un tifo degno di una partita della nazionale!

La Comunità, in quegli anni, era assiduamente presente a tutti gli incontri regionali, dai Campi all’Alpe di Cavarzano alla marcia sul Pratomagno.

Nel 2000  (all’epoca mi “giostravo” tra Magistero e l’incarico di Coordinatore Senior della Sezione CNGEI di Pisa)  con la collaborazione di Silvio Olcese, allora Magister, in occasione della Giornata del Pensiero, riuscimmo a riunire tutte le Associazioni giovanili presenti sul territorio e per alcune ore San Rossore fu un brulicare di fazzoletti di mille colori diversi.

Poco prima che lasciassi la Comunità  (l’incarico di Commissario di Sezione, l’impegno nella Formazione Capi e l’apertura di un nuovo Gruppo CNGEI a Borgo a Mozzano non mi lasciavano molto tempo per lavorare al meglio nel Magistero), ancora Silvio Magister, tentammo di organizzare un concorso di pionieristica aperto a tutti i Reparti delle Associazioni giovanili pisane, ma la cosa non ebbe seguito.

Non posso, infine tralasciare  (anche se in fondo considero facile e non del tutto meritorio il “mettere mano al portafogli”…)  il contributo che la Comunità offrì ad AGESCI e CNGEI in occasione del Jamboree.

Cinque anni or sono decisi di “staccare” con lo scautismo: cinquant’anni di attività ininterrotta ed una visione FORSE troppo tradizionale del Movimento avevano in parte fiaccato il mio entusiasmo, quindi, quando mi fu chiesto di assumere il Magistero della Comunità chiesi un breve periodo di riflessione.

Al mio rientro, tre anni fa, ho trovato una Comunità ingrigita anagraficamente, ridotta numericamente e priva di elementi di rinnovo, anche se l’entusiasmo e la voglia di stare insieme non erano mutati nel tempo.

I reiterati tentativi di reclutamenti esterni si sono risolti nel nulla; si parla nello scautismo giovanile di “esca giusta”: l’esca presuppone un certo tipo di attività, attività che spesso non puoi organizzare né tantomeno svolgere se non hai le persone giuste.   Avete presente il cane che si morde la coda?!

La Giornata del Pensiero del 2016 è stata caratterizzata dalla nostra presenza alle attività congiunte di AGESCI e CNGEI, ma per quanto ricca di soddisfazione, è stata una goccia nel mare.

Ho in qualche modo ripreso la mia attività di Formatore e le sessioni sullo scautismo, sulle coppie omo ed etero, sulle adozioni e quant’altro si voglia riempiono i nostri lunedi;  in queste occasioni io vedo negli occhi di ultra ottantenni un entusiasmo che non riscontravo negli sguardi di giovani Capi!

Domenica 20  (domenica delle Palme), al ritiro pasquale, svolto rigorosamente in sede e concluso con una “pizzata”, eravamo una decina di persone, eppure quei pochi canti liturgici quasi sussurrati durante la S. Messa erano degni, per voglia e trasporto, di una qualsivoglia “Cappella Sistina”.

Voglio rispondere ad una domanda formulatami tempo fa da Luca e Marino;  beh, se volessi prendere a prestito una frase forse non troppo popolare vi direi: “Boia chi molla! Questa è la mia Comunità, l’ho vista nascere, crescere, invecchiare forse, certo farò di tutto per non vederla morire.”

 

Ndr

Potrà apparire ad alcuni, ad una lettura superficiale, che io tenda in questa relazione ad assumere un ruolo primario e di questo mi scuso; le uniche attenuanti che posso accampare sono il senso di appartenenza, il mio sentirmi parte integrante della Comunità ed il mio alternarmi all’interno della stessa.

 

Il Magister

Cesare Temporin

 

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