Memento homo…

“Rifletti uomo, perché sei polvere ed in polvere ritornerai.”

L’antica formula dell’imposizione delle ceneri mi risuona in testa in questo tempo di quaresima e mi fa capire la saggezza dei nostri vecchi per i quali c’era sempre un tempo per qualsiasi cosa: per lavorare, per ballare, per cantare e…per riflettere.

Oggi tutto si è appiattito, ogni tempo è adatto a tutto meno che a riflettere. Viviamo, ma raramente ci domandiamo perché. E la conseguenza è una vita convulsa, senza soste, alla ricerca non sappiamo bene di cosa, una ricerca che mira solo ad alimentare ed a soddisfare i nostri istinti, non sempre i più nobili.

Un vivere in fretta, senza soste di riflessione su chi siamo, dove andiamo, cosa sarà di noi. Viviamo il presente e bruciamo il futuro. Siamo poca cosa: un pugno di polvere aggregata destinata a scomporsi ancora in tanti piccoli granelli.

Una corsa di anni ad inseguire e soddisfare il corpo dimentichi di un’anima che ci dà la vita e la speranza.

Non tutto tornerà in polvere, qualcosa di noi è indistruttibile, ma, paradossalmente, di essa poco ci curiamo.

Difficile capire ciò se pensiamo che il nostro futuro è legato a lei. Il corpo passa, come tutte le cose materiali, l’anima resta perché è l’impronta di Dio in me.
Per essa un Dio si è incarnato, è morto, è risorto.
Lui ha capito cosa è che vale in me.

Fermiamoci un attimo, rimandiamo le nostre attività, i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni terrene e riflettiamo sul nostro essere, sul nostro cammino, sul nostro fine.
Il cielo e la terra passeranno, la nostra anima no. Riflettiamo sui suoi bisogni come facciamo con i bisogni del nostro corpo. Riflettiamo sul suo meraviglioso futuro di unione eterna con Dio in una gioia senza fine, una gioia che non conosce tramonto.
Riflettiamo sul nostro tornare alla sorgente da cui siamo sgorgati per un cammino attraverso le strade del mondo; un’avventura meravigliosa che ci riporterà alle origini più ricchi di quando ne siamo sgorgati, ed assetati di eternità

E’ questa la buona novella scaturita dalla passione e dalla resurrezione del Cristo che ci ha meritato un abbraccio eterno con Dio: Creatore e creatura riuniti in un abbraccio senza fine di gioia eterna.
Tutto ciò che limitava è scomparso, ogni paura è debellata: davanti a noi sta l’eterno e la gioia infinita di Dio. Siamo polvere, sì, ma destinati all’eterno; ciò che rimane qui sulla terra è insignificante, ciò che si libra nel cielo è il senso di tutta la nostra vita.
La creatura torna ad essere un tutt’uno con il Creatore che la stringe a sé insieme ad un universo di persone e di cose che si ricongiungono a Lui per una vita senza fine.

Riflettiamo! Evitiamo di affannarci intorno al nulla e di fare del nulla il tutto.

Marino

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