“Nei cieli un grido risuonò!”

“Nei cieli un grido risuonò!”

“Alleluia!” E’ questo il grido che risuonò nei cieli. Era dall’inizio dei tempi che i cieli restavano muti. Alle loro origini qualcosa era successo, l’armonia iniziale si era rotta e gli scoppi di risa iniziali si erano spenti. In silenzio era iniziato un lungo cammino. Ed ora questo grido di gioia, perché ciò che all’inizio avevamo perduto lo abbiamo ritrovato: Cristo ha vinto la morte e ci ha dischiuso la porta dell’eternità.

Su questo si fonda la nostra fede, su di ciò la nostra fede diventa certezza. La frattura fra Dio e gli uomini è stata risaldata ed alla luce della resurrezione di Cristo Dio riconosce in noi i suoi figli. “Se Cristo non fosse risorto”, dice l’Apostolo, ”vana sarebbe la nostra fede.” Ci saremmo inventati frottole, novelle di pura fantasia, semplici aspirazioni destinate a rimanere tali. Ma Cristo “è veramente risorto” ed in Lui tutto l’universo risorge. E’ uno scoppiare di primavera destinata a restare tale per l’eternità.

Non è vero che la nostra religione è la “religione del libro”. Altre sono le religioni del “libro”. La nostra è la religione del Dio personale che parla agli uomini, non attraverso un libro, ma attraverso il Figlio suo, un figlio che si fa uomo, vive la vita degli uomini, muore su una croce come il più umile degli uomini, ma poi risorge. E’ a questo punto che scoppia il grido “Alleluia!” E’ un grido di liberazione, di gioia: al termine del nostro cammino terreno non vi è più il nulla; c’è la vita! Una vita che continua in un’altra dimensione, ma una vita che non ha termine. Un mare di luce e felicità si apre davanti a noi ed in esso sprofondiamo per tutta l’eternità. In esso ci ricongiungiamo con il Dio da cui abbiamo avuto origine e dal quale, per la nostra presunzione, avevamo tentato di staccarci. Così tutto si era fatto silenzio intorno a noi, silenzio ora squarciato da questo grido, ultimo grido di una partoriente che ha dato alla luce suo figlio.

Sì siamo rinati nella resurrezione del Cristo e Dio e il mondo esultano insieme.

Non è una novella; è “la buona novella”. E’ il superamento di ogni barriera e, soprattutto, è il superamento della morte. Non vengono cancellate le lacrime per la morte dei nostri cari, ma viene accesa la certezza che nulla finisce con la loro dipartita. La resurrezione di Cristo accende una eternità di gioia che ci era stata preclusa, un’eternità in cui Dio e l’uomo tornano ad unirsi in un abbraccio infinito di amore.

 

Marino da Arezzo

 

“Alleluia” (1896) di Thomas Cooper Gotch (1854-1931)

alleluia

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