Quando gli occhi si chiudono

Quando gli occhi si chiudono

« …li trovò ancora che dormivano, perché i loro occhi erano appesantiti. »     (Mt.26,43)

Si sta compiendo il mistero più grande del mondo (l’arresto, la morte, e la resurrezione di un Dio) ed essi dormono. Gli occhi sono appesantiti da preoccupazioni, interessi, stanchezza e non vogliono vedere ciò che succede intorno.

Ma gli avvenimenti non si fermano, scorrono e rischiano di travolgerli, ed essi hanno sonno. Succeda quello che deve succedere, io sono in pace.

Anche agli uomini di oggi, anche a noi gli occhi si chiudono per egoismo, per interessi, per indifferenza e non riusciamo a vedere il turbinare del nostro mondo intorno a noi. “Osservate i segni dei tempi”, dirà un giorno Gesù, e cercate di capire ciò che sta per accadere.

Ma non ci interessa ciò che accade intorno a noi. Qualche altro ci penserà, non sono cose che mi riguardano, sono cose troppo più grandi di noi, che possiamo fare? Poco, ma quel poco, se non lo fai tu, non lo farà nessun altro. Ed il mondo ha bisogno di quel poco che tu puoi fare.

Diciamocelo chiaro: ci dà un po’ noia questa trasmigrazione di popoli; vengono ad infrangere le nostre sicurezze, a rimproverare le nostre agiatezze, come un povero davanti alla porta del ricco.

Ed allora lasciamo che i nostri occhi si chiudano nell’illusione di poterci godere in pace ciò che noi, anche con fatica, abbiamo conquistato. Non ci interessa più da dove vengono, cosa hanno lasciato, i pericoli che hanno affrontato. Ci spremiamo una lacrima davanti al corpicino di un bimbo adagiato senza vita su una spiaggia dove noi andremo a goderci le nostre ferie. Un impulso incontrollato che ci vuol ricordare che quel bimbo appartiene alla stessa umanità cui apparteniamo noi; impulso subito represso, perché sa di rimprovero.

I nostri occhi si sono appesantiti e ci siamo dimenticati del messaggio di amore e di fratellanza annunciato dal Cristo; ma guai a chi ci insinuerà il sospetto di una domanda: ”Sono veramente cristiano? Appartengo veramente alla grande famiglia degli uomini se non mi preoccupo di tanti membri di questa famiglia disperati, perseguitati, abbandonati che bussano alla mia porta?”

“Ma io sono un buon cristiano; vado a Messa, mi accosto ai sacramenti, seguo i dettami della Chiesa.”

Bene! E l’amore? Come la mettiamo con l’amore verso i tuoi fratelli? Fai bene ad osservare le leggi della Chiesa, ma queste sono fatte per suscitare in te questo amore che Cristo ha portato al mondo e sul quale ti verrà chiesto conto quando ti presenterai davanti a Lui: “Mi hai amato in chi ha lasciato padre, madre, terra, figli, in chi ha affrontato pericoli immani ed ha bussato alla tua porta? Non voglio sapere quante messe hai preso, mi devi dire quanto hai amato.”

Marino da Arezzo

 

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