Vieni, Signore Gesu’, quest’anno il silenzio Ti attende.

Nascesti nel silenzio; i clamori erano lontani, nei palazzi dei re, nelle strade dei mercati, nei caravanserragli. Intorno a Te regnava la quiete rotta solo dal ruminare di un bue e dallo sgranocchiare di un asinello.

Iniziarono gli angeli a svegliare i cieli con i loro canti, con la loro gioia, con il loro annunciare una nuova era. Il mondo di prima era passato, iniziava il mondo di un Dio fatto uomo. Quei canti, quella gioia si sono perpetuati nei secoli e sono giunti fino a noi. Fino all’ultimo tuo Natale per estinguersi nel silenzio del Natale che sta per venire.

Forse eravamo andati troppo oltre, forse quei canti, quella gioia non erano più per la tua venuta: l’uomo cantava per sé stesso e si era dimenticato di Te.

Ora possiamo fermarci a meditare visto che intorno a noi tutto tace. Ora possiamo fermarci a riflettere su chi siamo noi e chi sei Tu. Ora, nel silenzio, possiamo sentire ancora una volta gli angeli cantare.

Stiamo riscoprendo i nostri limiti, stiamo riscoprendo il viandante che ci cammina accanto, stiamo riscoprendo quanto è grande il dono della vita. Quei pianti sussurrati di persone che se ne stanno andando nella solitudine di un ospedale si uniscono al canto degli angeli e non lo attenuano. Quei dottori, infermieri, chiusi nei loro bianchi camici, che si adoperano non risparmiandosi nelle corsie degli ospedali, si uniscono al biancore di quegli angeli che salutarono la tua nascita. Quel silenzio di cui si fasciano di notte le nostre città ci parla di uomini soli che hanno ancora bisogno della tua compagnia.

Vieni, Signore Gesù, quest’anno il silenzio ti attende e, nel silenzio, comprenderemo meglio il legame che ci unisce.

Santo Natale 2020

Marino