di Brunella Pucci
PESCIA Il campo del Masci ha ricordato gli 80 anni della Repubblica e gli 800 anni di san Francesco: due anniversari distanti, intrecciati in un unico cammino di responsabilità e fede.
A fine agosto si è tenuto a Pescia il campo estivo 2026 delle comunità Masci (Movimento adulti scout italiani) della Toscana. Gli adulti scout hanno soggiornato prevalentemente presso il monastero francescano San Ludovico a Colleviti da alcuni anni gestito da un gruppo di volontari appartenente alla Fraternità francescana secolare e presso il vicino istituto Elena Guerra, retto dalle suore Oblate dello Spirito Santo; due realtà che hanno fatto sperimentare il valore della fraterna accoglienza. A orientare il campo è stato il tema vissuto a carattere nazionale: 80-800, una sintesi che unisce gli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e gli 800 anni dal transito di san Francesco.

Il tema è stato sviluppato attraverso attività associative e, in modo particolare, durante la strada percorsa nel centro storico di Pescia nel pomeriggio di sabato 28 agosto. La prima tappa è stata la cattedrale: qui gli scout si sono soffermati nella prima cappella a destra per ammirare la tela del pittore pesciatino Luigi Norfini, di cui ricorrono i 200 anni dalla nascita. L’artista, noto per aver ritratto protagonisti ed episodi del Risorgimento, ha introdotto la riflessione sul valore dell’impegno civile.

La dimensione spirituale si è poi accesa di fronte al trittico della Madonna con Bambino di Luca e Andrea Della Robbia, schiudendo i temi cari alla mistica francescana. Il cammino è proseguito nella chiesa di San Antonio Abate davanti al gruppo ligneo della Deposizione: sculture medioevali di oltre 800 anni, ma ancora capaci di restituire con forza la drammaticità del Golgota. In questo clima di raccoglimento, la visita alla chiesa di San Francesco in cui si è potuto contemplare la celebre e splendida tavola del Berlinghieri raffigurante san Francesco e sei episodi della sua vita. Dipinta ad appena nove anni dalla morte del Poverello, l’opera ha donato a tutti la suggestione di guardare il volto del Santo così come appariva ai suoi contemporanei. Questo momento è stato arricchito dal contributo di Gian Michele Mostardini, (Maestro di formazione dell’Ordine francescano secolare).

Attraversato il fiume Pescia, il percorso si è focalizzato sulle conquiste civili e culturali dell’Italia repubblicana. Una tappa resa possibile grazie alla disponibilità dell’assessore alla cultura Claudia Massi che ha garantito l’apertura dei musei pur in presenza di lavori di allestimento e all’accoglienza dei volontari dell’associazione Amici dei musei e dei monumenti di Pescia.
A Palazzo Galeotti, guidati dal cultore d’arte Francesco Lucchesi, gli adulti scout hanno visitato la mostra del Norfini per poi salire al piano superiore, dove sono custodite le opere in deposito dagli Uffizi che i cittadini pesciatini riuscirono a nascondere e sottrarre al saccheggio durante l’occupazione tedesca.
La tappa successiva al Palagio, luogo restituito alla città grazie al restauro avvenuto in questo tempo di pace e solidarietà che ha permesso di fare memoria delle pagine migliori del nostro passato. Tra i gessi dello scultore Libero Andreotti, la professoressa Stefania Susini ha aiutato a decifrare il messaggio etico dell’artista. Il percorso cittadino si è infine concluso in Piazza Mazzini, ammirando il Palazzo del Vicario e il Palazzo Comunale con la sua Torre civica, simbolo di libertà e autodeterminazione: valori fondanti della nostra Carta costituzionale.
Gli adulti scout durante la visita alla città di Pescia sono stati accompagnati dallo scrittore e storico per amore Marco Ricci che l’ha arricchita di notizie, spunti di riflessione e riferimenti storici che hanno reso l’esperienza completa e immersiva tra storia e attualità.

La giornata di sabato si è chiusa con una bella esperienza serale: dopo la cena comunitaria, l’attore Corrado La Grasta ha messo in scena il monologo «Non è stata la mano di Dio», in memoria di don Peppe Diana. Un’interpretazione intensa, salutata da lunghi applausi, conclusa con un appello a non cedere alla logica dei favoritismi ma a testimoniare la cultura dei diritti, unico vero argine contro le mafie.

Due anniversari, gli 80 e gli 800 anni, apparentemente distanti, ma che la storia italiana e quella della comunità di Pescia hanno saputo intrecciare in un unico cammino di responsabilità e fede.
Lo spirito fraterno e di collaborazione delle comunità Masci che hanno partecipato al campo estivo ha fatto sì che l’organizzazione fosse il frutto del lavoro di tutti con il risultato di una bellissima esperienza. Dai partecipanti, un sentito buona strada e un grazie di cuore ai segretari regionali Margherita e Massimo per la guida di queste giornate!








